Surimi ,meglio non mangiarne

Dovete sapere che il surimi è una parola giapponese che significa letteralmente “carne macinata“ il che è già di per se un programma ,spiegato in un altro articolo Come dice il suo nome, non è un alimento di prima scelta poiché la sua lavorazione industriale avviene impiegando le parti di scarto del merluzzo, dello sgombro e altri pesci.

La polpa quindi proviene da scarti industriali e da avanzi di lavorazione ,di preparazione degli alimenti ed è costituita da scarti con aggiunta di elementi artificiali. Il surimi, che dal nome potrebbe sembrare un alimento esotico, è in realtà una tipologia di cibo creata dall’industria alimentare per arricchire la propria offerta.

Sotto l’etichetta surimi si può “nascondere” davvero la polpa di granchio ma… potrebbe anche non esserci come spiegato sopra Il presunto “sapore di granchio” viene ottenuto mediante l’impiego di aromi artificiali. Dal surimi si ottengono per l’appunto delle “finte” chele di granchio, “affettati” di mare, surimi “al gusto di salmone affumicato” o altri prodotti di forma simile ai crostacei come i gamberoni dall’artificiale sapore di pesce.

Si tratta di un insieme di cibi artificiali di cui nessuno di noi ha bisogno all’interno della propria alimentazione.Dalla lavorazione delle parti di scarto di altri alimenti si ottiene una polpa di colore bianco praticamente insapore. Giunge dunque il momento di arricchire la preparazione del surimi mediante l’impiego di sostanze aggiuntive che possano migliorarne l’aspetto, il sapore e la conservazione. Al fine di migliorare la conservazione, prima del congelamento vengono aggiunti sale, zuccheri e polifosfati.

In fasi successivi il surimi verrà addizionato con coloranti per ottenere le tipiche tonalità rosse o arancioni che ne caratterizzano la superficie esterna.

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Ingredienti utilizzati

Altri ingredienti aggiuntivi impiegati sono la fecola di patate, l’albume d’uovo, i grassi vegetali e gli aromi artificiali di granchio o di aragosta.

Il tutto viene ottenuto tramite profonde manipolazioni ed attraverso varie fasi di cottura, congelamento e scongelamento. Il prodotto subisce numerosi lavaggi che lo portano ad essere povero di vitamine e di sali minerali. Tra gli esaltatori di sapidità utilizzati troviamo il glutammato monosodico (E653) e tra gli oli vegetali che potrebbero essere impiegati per la sua produzione vi sono prodotti di scarsa qualità come l’olio di colza e l’olio di palma.

Purtroppo il surimi viene preparato anche con materie prime di scarsa qualità, spesso tossiche.
Alcune materie potrebbero essere guaste, altre infette o tossiche.

L’aggiunta di anidride solforosa, olio di semi anziché di oliva e aceto di vino con acido acetico è una frode nascosta.
Alcune aziende utilizzano anche polifosfati, dannosi per le ossa poichè, se assunti in grandi quantità, sottraggono calcio al nostro organismo.

Tra i contaminanti possono esserci anche pesticidi, metalli pesanti e via dicendo.
Pessima anche la scelta di aggiungere elevate quantità di sodio che lo rendono un alimento sconsigliato a coloro che soffrono di ipertensione o patologie renali

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