Noi che … che belli quegli anni

Noi che … che belli quegli anni

Io c’ero e tu?

Non sono un nostalgico,nostalgia di un certo passato,passato che mi fa tornare a quegli anni della mia adolescnza Se è stata la ragione per cui ho nostalgia, una ragione bella, perché non la devo riproporre nei miei ricordi.

Ricordi di anni pesanti ,cattivi a volte anche tragici ma certamente migliori di quelli odierni.chi ha vissuto la propria adolescenza in quegli anni la ricorda con nostalgia perché era  un’epoca in cui si pensava che tutto era possibile, gli anni della speranza………….forse adesso quella è diminuita

Per tutti quelli come me nati intorno alla metà degli anni sessanta, negli Anni80 avremo compiuto i nostri primi vent’anni.

Le sigarette da nascondere,le borse troppo piene,le corse sotto la pioggia,le risate,i pianti,le litigate con gli amici,i vestiti tutti uguali,i bomber ,le clark,i pantaloni El Charro………… gli anni più belli della nostra vita.

A Roma c’erano i “tozzi” a Milano i “paninari”. Era uno stile di vita che ha segnato un’intera generazione oggi alle soglie dei cinquant’anni e oltre.

In estate il massimo dell’eleganza era dato dalle magliette polo tipo Lacoste oppure Fila abbinate a maglioni, cardigan, di tipo sportivo/eleganteabbigliamento la nostra massima espressione “casual” erano dei classici jeans (Levis, Wrangler, Lee, Carrera) abbinati anch’essi a una camicia di jeans, che a quei tempi faceva molto look Claudio Baglioni.

Voglio ricordarli con alcune frasi

Noi che un quarantenne lo consideravamo vecchio,adesso forse i vecchi siamo noi

Noi, che le nostre mamme mica ci hanno visti con l’ecografia.

Noi, che a scuola ci andavamo da soli e da soli tornavamo.

Noi, che la scuola durava fino alla mezza e poi andavamo a casa per il pranzo con tutta la famiglia (si, anche con papà).
Noi, che eravamo tutti buoni compagni di classe, ma se c’era qualche bullo, ci pensava il maestro a sistemarlo sul serio.
Noi, che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, mamma a casa te ne dava 2.
Noi, che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.

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