Minchia signor Presidente

Minchia Signor Presidente,Parafrasando la famora canzone Minchia signor Tenente di Giorgio Faletti

Minchia Signor Presidente
Le scrivo io che sono un docente
per esprimere una sola opinione
sull’ennesima, ultima, sua decisione.
Siamo tutti confusi tutti arrabbiati
dai perpetui decreti, costruiti, sciorinati
che vanno a difendere, a rassicurare
ancora una volta la scuola a bloccare.
Minchia Signor Presidente
il gioco delle tre carte è evidente
ma chi fa il gioco non ci convince
l’alunno perde, lo shopping vince.
Ora davvero siamo stanchi
di vedere ancora vuoti i banchi
mentre son pieni i tavolini
di spritz, di birre e stuzzichini.
Minchia Signor Presidente
tutto questo è deludente,
siamo stati costretti a inventare
piste di nastro per camminare,
chi sale, chi scende, chi gira, chi svolta
turni nei bagni, uno alla volta
corridoi di liquidi, corridoi di barriere
oggi mi sembrano un eterno cantiere.
Minchia Signor Presidente,
e mi perdoni se sono invadente,
non so se Lei riesce a capire
quello che gli alunni voglion sentire,
non più le voci a intermittenza
di una DAD di finta apparenza
dove nel mentre di una lezione
salta la linea e la connessione,
“ma si, va bene, si deve fare
perché è così dobbiamo aspettare”,
ma a tutti manca lo sguardo, la parola
l’anima, il respiro, della vera scuola.
Minchia Signor Presidente
ora che sembra così Onnisciente
sappia che la scuola è un luogo sicuro
sappia che la scuola è il vero futuro,
sappia che i ragazzi sono da applaudire
per come le misure sanno gestire,
ore di mascherina, mai un lamento
stando seduti con il distanziamento,
ore di cambio d’aria con le finestre aperte
senza che l’ASL passi le coperte.
Minchia Signor Presidente
quello che c’è per strada è Immanente
file per gioco, file per cazzate
file per divertimenti, file per ammucchiate
ma tutto questo è giusto, è “scialla”
tutto si può fare perché è zona gialla,
se si toglie il divertimento, l’aperitivo
è un danno enormemente oggettivo
si va all’inferno, tutti quanti
non serve pregare a Cristo e ai Santi.
È un anno che si uccide questa cultura,
perché forse è ciò che fa meno paura,
è un anno che il conoscere se ne vola,
allora si chiude ancora la scuola
l’unica “saggia” idea per arginar la tempesta
e negli autobus pieni “odo augelli far festa”.
Minchia Signor Presidente
quello che c’è da fare non è Trascendente,
ci vorrebbe solo un po’ di coraggio,
senza aspettare il mese di Maggio,
i ragazzi stanno urlando, li dovete ascoltare
non muovono soldi, ma li dovete rispettare
il mondo della scuola è umiliato
che passa dal Sinedrio all’acqua di Pilato,
e “per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti”.
Minchia Signor Presidente! …’*
Prof. IISS Duchessa di Galliera
Genova

2 commenti su “Minchia signor Presidente”

  1. Vorrei usare il testo nelle mie classi, ma non capisco la fonte. I prof. del Duchessa di Galliera? O un prof. anonimo?
    Se devo farci riflettere i ragazzi vorrei sapere a chi dire grazie e soprattutto se chi l’ha scritto è d’accordo che io lo usi…
    Insomma, c’è modo di mettersi in contatto?

    Rispondi
    • Guardi non saprei dirle,io amando la canzone da cui è parafrasata (Signor Tenente) e vedendola così purtroppo attuale alla situazione in cui si trovano i nostri figli ho avuto piacere a inserirla nel mio blog personale come faccio spesso quando trovo frasi,situazioni e spunti così reali e che trovano la mia approvazione.Per dirgliela tutta questa l’ho trovata su FB

      Rispondi

Lascia un commento

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy qui. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.