Cosa succede se smetti di fumare

Bisogna smettere di fumare.Che fumare sia dannoso per la salute, è un fatto comunemente noto, ma non tutti conoscono tutti gli effetti collaterali provocati dalla nicotina, un alcaloide presente nel tabacco, che attraverso il fumo arriva immediatamente al cervello dando al fumatore quella sensazione stimolante ed euforizzante, seguita da una fase poi rilassante ed ansiolitica. La nicotina, infatti, agisce sul cervello facendogli produrre l’adrenalina necessaria per affrontare gli impegni e la giornata.

Una prolungata assunzione di nicotina causa un aumento della pressione e della frequenza cardiaca con conseguenti possibili malattie cardiovascolari.
Le sostanze contenute nel tabacco e liberate dalla combustione, come l’acido cianidrico, la formaldeide, l’ammoniaca, il monossido di carbonio, l’acido prussico e il catrame, sono tutte sostanze che facilitano l’insorgere di forme neoplastiche e cancerogene.
Il fumo, protratto nel tempo, provoca danni all’apparato respiratorio e tende a far atrofizzare le ciglia deputate alla rimozione del muco nelle vie aeree, cosa che ne determinerà la sedimentazione con l’alto rischio di contrarre pericolose ostruzioni polmonari

Cosa succede davvero al corpo umano quando si smette di fumare e quanto tempo impiega l’organismo per rigenerarsi
Quando si decide di smettere di fumare, nell’organismo si innescando una serie di reazioni che portano beneficio dopo pochi minuti
NEI PRIMI 20 MINUTI: LA PRESSIONE TORNA NORMALE (E PIEDI E MANI SI RISCALDANO). Pressione sanguigna e battito cardiaco ritornano a livelli e frequenze normali. Questo avviene perché la nicotina stimola il rilascio di adrenalina e norepinefrina, due neurotrasmettitori che fanno aumentare il battito cardiaco e restringono i vasi sanguigni. Proprio per la minore funzionalità dei vasi sanguigni i fumatori tendono ad avere sempre mani e piedi freddi: ma a 8 ore dall’ultima sigaretta accesa, questo primo sintomo dovrebbe ormai essere passato
Dopo solo 2 ore dall’ultima sigaretta, infatti, il fumatore percepisce già i primi sintomi da astinenza da nicotina. Tuttavia bisogna resistere perché l’organismo trarrà subito benefici. Ecco i principali:
DOPO 8 ORE: IL SANGUE INIZIA A RIPULIRSI. Il sangue dell’ormai ex fumatore inizia a liberarsi dal monossido di carbonio, un gas inodore e incolore che si forma nei processi di combustione ed è tipico del fumo di sigaretta. Questo gas ha una capacità di legarsi all’emoglobina, una proteina presente all’interno dei globuli rossi, molto superiore a quella dell’ossigeno. La concentrazione di monossido di carbonio nel sangue limita pertanto la capacità di assorbimento dell’ossigeno. Tuttavia nei fumatori di lungo corso, il monossido di carbonio fa aumentare le dimensioni dei globuli rossi, rendendo il sangue più denso e aumentando le probabilità di rischiosi coaguli.
dopo 12 ore, i livelli di monossido di carbonio, sostanza inalata quando si fuma, scendono già a livelli accettabili;
DOPO 24 ORE: SI INIZIA A TOSSIRE. È una reazione fisiologica dell’organismo che tenta di liberarsi dalle tossine ancora presenti nelle vie respiratorie. Inoltre, anche se è passato solo un giorno dall’ultima sigaretta, a questo punto inizia a calare anche il rischio di sviluppare malattie coronariche, cioè a carico delle arterie coronarie che trasportano il sangue verso il cuore.
dopo 2 giorni, olfatto e gusto riprendono sensibilità;Le papille gustative di chi fuma, solitamente più appiattite, in minor numero e meno sensibili di quelle dei non fumatori, ricominciano a guadagnare sensibilità. Il cibo sembra finalmente più saporito, anche se nei fumatori cronici parte di questi danni potrebbe risultare irreversibile.
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